Reportage di viaggio: miniguida per principiante

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Fare il reporter di viaggio è una professione non solo affascinante, ma che oggi può trovare la sua giusta collocazione anche nell’ambito del web. Ma cosa si deve fare per diventare foto reporter? Sicuramente non ci si improvvisa, e per farsi un’idea del lavoro basta guardare qualche foto pubblicata sul National Geographic. Ci sono poi varie strade da percorrere, si deve solo trovare la propria e frequentare un buon corso di fotografia.

Un corso di fotografia

 

La prima cosa che si deve fare è iniziare a frequentare un corso di fotografia. Il talento conta molto, è vero, ma da solo, se non si possiede anche la tecnica, non serve per fare molta strada. Naturalmente si deve avere anche la strumentazione adatta, ma per cominciare una reflex anche di seconda mano andrà più che bene. Una volta che verrà insegnato l’utilizzo degli strumenti fotografici e delle varie tecniche, si potrà anche optare per una macchina fotografica più adatta al tipo di lavoro che si vuole intraprendere. Il consiglio comunque, è quello di non fare grosse spese fin dal principio perché prima è meglio capire da che parte si vuole andare. Inutile avere 10 teleobiettivi se non si sa come si devono utilizzare. Allora meglio procedere per gradi e fare spese mirate mano mano che si conoscono le intenzioni.

Reportage di viaggio: la natura e i luoghi

Fotografare la natura e i luoghi può sembrare una cosa molto semplice, ma si devono mettere in conto tutte le difficoltà a cui si andrà incontro. Tanto per cominciare ci si deve alzare prestissimo al mattino. Nella fotografia la luce è fondamentale, una luce sbagliata non ci consente di avere la foto che si desidera. Generalmente se si deve fare un servizio si deve fare in modo di trovarsi sul posto prima dell’alba. Le luci del primo mattino e quelle della sera, la cosiddetta ora blu in particolare, sono le più morbide, quelle che consentono di ottenere una composizione gradevole e nitida.

Occorre molta pazienza per fare questo tipo di lavoro, a seconda di quello che si deve fotografare occorreranno diversi sopralluoghi. Per esempio, se si deve fotografare un animale selvatico, può essere necessario fare diversi appostamenti: per un solo scatto, quello davvero buono, possono volerci anche anni.

Ritratti

donna indiana

“Principesse”, di Silvia Pasqual

I ritratti sono una forma espressiva molto forte, soprattutto a seconda del contesto in cui ci si trova. La foto di una donna indiana, avvolta nel suo colorato abito tradizionale, sarà di grande impatto visivo. Tuttavia non si dovrebbero mai rubare le foto ai passanti. Si dovrebbe, soprattutto quando si è all’estero in un luogo che quindi non si conosce e di cui non conosciamo le tradizioni, fare almeno un cenno del capo prima di scattare, come per chiedere il permesso. In tal caso si può scattare. Occorre comunque fare molta attenzione, soprattutto in Italia e nel resto del mondo occidentale, poiché esistono regole molto severe che normano il diritto alla privacy.

La liberatoria

Se si fotografano soggetti umani si dovrebbe sempre far firmare una liberatoria. Si tratta di un foglio dove il soggetto in causa afferma di concedere al fotografo il diritto di utilizzo di quella foto, se tale liberatoria non viene firmata il soggetto può pretendere il risarcimento danni per violazione privacy, il che significa tanti problemi. Particolare attenzione va posta se si fotografano bambini: occorre il permesso dei genitori.

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Silvia

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